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Articoli filtrati per data: Lunedì, 25 Novembre 2019

Il saluto del Vice Presidente Vicario Luca Baiosto

45° anniversario di fondazione
Centro Italiano Turismo Sociale


Desidero anzitutto ringraziare tutti per essere qui oggi a presenziare a questo evento che nei nostri intenti vuole segnare una tappa importante nella storia dell’Associazione, per fare il punto di questi quarantacinque anni e ripartire con rinnovato slancio nelle attività a supporto dell’ospitalità e del turismo religioso.
Il mio pensiero va in primis a quanti hanno voluto creare il CITS, e a tutti gli associati, in particolare quelli che da più a lungo con la loro fedeltà hanno continuato a garantire l’esistenza dell’Associazione.

 

1) CITS – La storia

Nel 1974 in previsione dell’arrivo de Pellegrini a Roma per l’Anno Santo indetto dal Papa San Paolo VI l’intera comunità religiosa era in fermento e si discuteva di come accogliere il numero straordinario di fedeli che era previsto arrivassero in Pellegrinaggio l’anno successivo 1975.
Naturalmente oltre agli aspetti liturgici occorreva predisporre una rete logistica che potesse dare a chi aveva viaggiato sulle vie di pellegrinaggio un ristoro, una sistemazione ed una dignitosa accoglienza.
Prende corpo quindi, sotto gli auspici della CEI, per opera di Mons. Edmondo De Panfilis l’ iniziativa di formare una Associazione, su scala nazionale, in grado di dare: rappresentanza, tutela ed assistenza agli Istituti che svolgevano attività ricettiva al fine di assistere al meglio i Pellegrini nel corso dell’Anno Santo del 1975.
Associazione che, al contempo, una volta terminato questo evento straordinario potesse garantire comunque, con continuità, una rete nazionale di Case per Ferie di qualità in grado di accogliere Turisti e Pellegrini che giungevano a Roma o fossero comunque presenti nelle Regioni Italiane per scopi di Turismo religioso.
Una Associazione che comprendesse le varie realtà ecclesiali locali e centrali e che nell’ unità di intenti, potesse operare anche in collaborazione con altre associazioni o istituzioni anche laiche per il raggiungimento degli scopi sociali.
Scopi sociali previsti dall’ Art. 2 che risultano ancora oggi pienamente attuali e che come detto, mirano a dare sostegno al “Turismo Sociale” un Turismo che non si limita al
carattere sociale cioè ad un Turismo rivolto alle persone meno abbienti per dare loro il pur importantissimo sollievo fisico ma mette al centro dei suoi interessi la persona, l’Uomo, l’Umanità ed il suo sviluppo culturale e spirituale; riafferma e propugna i valori eterni del Cristianesimo.
Il CITS quindi, da ormai 45 anni, supporta e promuove le case per ferie e di ospitalità religiosa come luogo di elezione del turismo religioso e sociale e dell'accoglienza ai pellegrinaggi ed ai cammini.
Il Turismo sociale è rivolto ai singoli ma anche alle famiglie ed alle formazioni sociali con le quali il CITS ha sempre inteso collaborare e condividere piani e progetti di sviluppo sulla base dei valori e dell’etica cristiana.
Le attività statutarie ben delineate all’ Art. 3 sono sempre state svolte dal CITS nelle persone dei suoi amministratori e collaboratori: consulenti, tecnici e volontari con grande impegno nell’ interesse comune. A testimonianza di questo impegno, le istituzioni, soprattutto Capitoline, nel tempo, hanno assegnato al CITS vari premi per le attività svolte nell’ambito del Turismo.

 

2) Presidenti

Dal 1974 ad oggi si sono succeduti 12 presidenti al CITS, oltre a un gran numero di consiglieri, volontari e dipendenti. Sarebbe giusto menzionarli e ricordare di ciascuno di essi i risultati positivi ottenuti durante i rispettivi mandati, e a ciascuno di essi va il mio personale plauso – e quello dell’Associazione - per quanto fatto, augurandomi – e chiedendo in questo l’aiuto di tutti voi – di poter anch’io essere ricordato per un contributo positivo alla vita di questa associazione. Purtroppo il nostro programma di oggi molto intenso, pertanto mi limito a menzionare due figure di assoluto spicco:
Mons. Edmondo De Panfilis, ideatore, animatore e Primo Presidente del CITS dal 1974 al 1981, Delegato Nazionale dell’Ufficio Cattolico Italiano del Turismo e in seguito primo Delegato Nazionale per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della Conferenza Episcopale Italiana, a cui la città di cui fu parroco prima di stabilirsi a Roma per gli incarichi menzionati, Roccaraso, ha voluto intitolare l’istituto alberghiero;
Mons. Lino Ramini, che con la sua instancabile opera ha contribuito in via del tutto straordinaria all’espansione territoriale dell’Associazione.


3) Ma cosa fa il CITS?

CITS e gli Associati
Gli associati hanno sempre trovato nel CITS un punto di riferimento ed adeguate risposte ad ogni loro esigenza di carattere logistico, operativo, giuridico, tributario, di gestione ed hanno beneficiato della rete CITS entrando in contatto con altri Associati e potendo scambiare con essi esperienze e best practices.
Il CITS persegue con gli associati finalità di utilità civiche, solidaristiche religiose e sociali educa al rispetto dell’ambiente adottando ed attivando le migliori pratiche per la sostenibilità, l’accessibilità.
Cura i Servizi. Fornendo con assiduità, credibilità, affidabilità, in linea con la tradizione, sempre maggiori e migliori servizi nei settori:
- Giuridico, Amministrativo, Tributario, Gestionale, Organizzativo
- Programmi di Formazione
- Servizi Tecnici
Promuove la Sostenibilità economica. Una sfida attuale, nella quasi totale assenza di lasciti e donativi e la sempre maggiore carenza di personale religioso. Tutte le organizzazioni cattoliche devono ricercare la sostenibilità, per continuare ad esistere e perseguire i fini dei Carismi propri di ogni Congregazione Religiosa o Società di Vita Consacrata.
Si badi bene, non si tratta di perseguire “fini di lucro” ma di ottenere l’indipendenza economica ed un pareggio di gestione. Una gestione sana e produttiva infatti produce due ordini di benefici:
- Crea lavoro ed occupazione, direttamente impiegando personale, e con l’indotto economico (fornitori)
- Crea risorse utili per finanziare opere sociali
Non si tratta altro che della messa in pratica della Parabola dei talenti: conservare ed impiegare i beni della Provvidenza per portare frutto. Dunque la messa in pratica di un comando divino!
Promuove la sostenibilità ambientale dalla quale oggi non si può più prescindere ed alla quale con l’ausilio di consulenti qualificati vuol dare un contributo concreto,
incoraggiando l’efficientamento energetico delle strutture di accoglienza, che può essere peraltro per larga parte finanziato dalle Istituzioni pubbliche.
Promuove la Tutela e Conservazione dei beni patrimoniali e culturali materiali ed immateriali appartenenti agli associati.
Promuove l’ Accessibilità e fruibilità materiale delle strutture e delle destinazioni di turismo, ricreazione e culto.
Promuove l’ Accessibilità immateriale, spirituale e religiosa con la presenza ed il conforto di religiosi, l’accoglienza fatta di ascolto e di attenzione alla persona.
Organizza il turismo sociale tramite i suoi comitati viaggianti presenti in gran parte del territorio nazionale.
Insieme, i rappresentanti dell’Associazione e gli associati, dobbiamo essere orgogliosi di portare avanti queste opere, pur con tutte le difficoltà, gli alti e bassi delle vicende umane, i desideri realizzati ed irrealizzati, la volontà di perseguire il bene e di servire chi fa il bene.

 

4) Sviluppi Futuri

Espongo di seguito una breve Relazione Programmatica delle Attività che a mio avviso devono tracciare la strada dell’Associazione nei prossimi anni, in cui ci incamminiamo verso l’ Anno Giubilare 2025.
Accessibilità: l’accresciuta mobilità delle persone con disabilità richiede una maggiore e migliore capacità di accoglienza verso queste categorie, e le case per ferie sono chiamate ad essere i centri in cui “naturalmente” viene loro offerta la migliore esperienza di ospitalità possibile, dal punto di vista materiale ma soprattutto dal punto di vista umano. Il CITS può aiutare tutte le case per ferie che lo desiderano a trovare occasioni ed agevolazioni per sostenere queste esigenze. Le collaborazioni con l’Unione ciechi, con il Movimento Apostolico Ciechi, ed altre che stiamo sviluppando negli ultimi tempi vanno nella direzione di una crescente attenzione verso le categorie sensibili.
Famiglie: le famiglie, specie quelle numerose, vessate dall’attuale contingenza economica e sociale, devono essere per il turismo sociale oggetto di particolare attenzione; per le case per ferie esse sono frontiera di apostolato e di rafforzamento ed incoraggiamento a vivere la fedeltà cristiana contro ogni tentazione di dissoluzione e di indifferentismo morale. Il CITS dal 2017 è membro del Forum delle Associazioni Familiari, organismo associativo
cattolico che raggruppa tutte le entità che si occupano a vario titolo di tematiche familiari. E’ in fase di sviluppo un progetto volto a far incontrare la proposta delle case per ferie con le esigenze delle famiglie, di cui parleremo più avanti. Si tratta di una grandissima opportunità per gli associati, che non possiamo permetterci di non cogliere.
Formazione: la formazione tecnica, la gestione dell’ospitalità, il supporto organizzativo, l’amministrazione, lo stile dell’accoglienza, sono tematiche su cui è necessaria una costante opera di aggiornamento. Il CITS proseguirà nella sua opera di formazione su queste tematiche per permettere alle case per ferie di rimanere al passo con i tempi e perseguire le finalità degli istituti in maniera coerente, aggiornata, con la giusta e doverosa attenzione alla sostenibilità economica, nel rispetto delle normative vigenti, e favorendo lo sviluppo del territorio in cui si situano, dell’occupazione e del benessere delle comunità locali.
Digitalizzazione: le nuove tecnologie ci sfidano a comunicare le attività ed il carisma in maniera fedele alle tradizioni ma con linguaggi nuovi. E’ per questo che il CITS intende valorizzare e promuovere l’utilizzo dei mezzi tecnologici all’avanguardia per guidare gli istituti verso i vantaggi di cui le altre attività beneficiano, senza snaturare la propria identità, ma piuttosto valorizzandola.
Promozione: i limiti della legislazione devono diventare la nostra forza: creare insieme un sistema di promozione relazionale, basata sul fattore umano, che non significa rifiutare le nuove tecnologie, ma anzi utilizzarle al meglio senza tuttavia sottomettersi alle logiche della distribuzione indiscriminata di stampo mercantile delle multinazionali che appiattiscono l’identità delle strutture di accoglienza alla mera unità di produzione, la camera.
Valorizzazione delle mete minori: In Italia esistono circa 3000 strutture ricettive religiose, 1500 santuari, 400 musei diocesani, distribuiti in tutte le articolazioni del territorio nazionale. Il CITS, con un piano di interventi sui territori in cu sono presenti i propri comitati locali, e con la costituzione di nuovi comitati territoriali, intende portare il proprio contributo alla valorizzazione dei luoghi meno frequentati, spesso lungo i cammini e le vie di pellegrinaggio, che custodiscono la bellezza nascosta del Paese, che può essere apprezzata solo in abbinamento alla lentezza, modo di essere sempre più lontano dal nostro vivere quotidiano ma tanto più per questo necessario.
Finanziamenti: Per ottenere risultati concreti nell’opera benemerita che ci proponiamo di realizzare non si può naturalmente prescindere da un’attività di programmazione e progettazione che in collaborazione con altre Associazioni od Enti che si propongono le
nostre stesse finalità ci dia la possibilità di partecipare a Bandi di finanziamento emessi da Autorità od Enti quali: Comuni e città metropolitane, Regioni, Ministeri, UE, Fondazioni pubbliche o private, sponsorizzazione e Convenzioni con operatori economici.
Rapporti con enti ecclesiastici nazionali: Per il raggiungimento degli obiettivi ambiziosi che oggi ci proponiamo sarà necessario ovviamente l’apporto concreto di tutti gli Associati ma anche la nostra capacità di interloquire ed interagire con le più importanti strutture laiche ed ecclesiastiche. Strutture con le quali vantiamo già oggi rapporti di vicinanza e collaborazione ma che dovremo avere la capacità di coltivare e sviluppare ulteriormente. Cito tra i principali L’ufficio Nazionale per la Pastorale del Turismo Sport e Tempo Libero della Cei, del cui Direttore don Gionatan De Marco abbiamo letto poco fa il comunicato di saluto, e presso cui ricopro la responsabilità della Commissione Fiere, che ha il compito di organizzare la presenza della Chiesa Italiana nelle principali manifestazioni espositive del settore turistico; i numerosi ufficio Diocesani per la pastorale del turismo con cui stiamo elaborando progetti comuni, le associazioni dei religiosi come ad esempio l’USMI, e tante altre realtà.
Comitato dei Religiosi: Particolare interesse ed importanza per l’attività dell’Associazione riveste il Comitato dei Religiosi, costituito di recente e che sotto la sapiente guida della nostra vice presidente nazionale Suor Ruza Jukic dovrà tracciare sia elementi di spiritualità da inserire nelle attività della Associazione per dare la giusta connotazione religiosa, sia suggerimenti pratici e concreti sulle necessità operative dell’attività delle Case associate. Con orgoglio sottolineo che questo è un elemento che caratterizza e differenzia il CITS dalle altre Associazioni, e lo rende una realtà in cui non si ha paura della partecipazione attiva dei soci, ma tutto da guadagnare nell’ottica del bene comune.

5) Conclusioni

Come sappiamo bene, il turismo associato ha perso terreno rispetto al 9 ottobre 1974. La rivoluzione digitale e i dispositivi personali consentono oggi a ciascuno di creare da sè il proprio prodotto turistico, e vivere l'esperienza del viaggio e dell'ospitalità in maniera totalmente autonoma e non di rado solitaria. Il consumismo spersonalizzante che corre alla velocità della luce sembra aver avuto la meglio sul tradizionale aspetto di convivialità del viaggio e della vacanza. Eppure ci sono qua e là segni sempre più frequenti di una rinnovata esigenza di socialità nel turismo, di lentezza e di semplicità: proprio i valori che sono stati alla base della
fondazione del CITS quel 9 ottobre di 45 anni fa, e che l’associazione continua a difendere ed in cui continua a credere, nonostante tutto. Noi non abbiamo perso la speranza, e continuiamo a credere che l'esigenza di relazione e la centralità dell'essere umano siano bisogni insopprimibili dell'uomo, anche quando è in vacanza. La missione delle case per ferie, degli ospitali lungo le vie di pellegrinaggio, e delle case religiose di accoglienza rimane più che mai attuale, perché risponde a questi bisogni insopprimibili: la centralità dell'essere umano ed il bisogno di condivisione e di convivialità. Questi valori, unitamente all'accessibilità alle famiglie (i nuovi poveri della società contemporanea) ed ai disabili possono essere veicolati coerentemente al massimo grado da solo quella categoria di strutture che fa dell'accoglienza la propria missione di vita. Concludendo posso dire che il CITS è “LA CASA DELLE CASE PER FERIE”. Sento di poter dichiarare ed affermare con convinzione il nostro ottimismo sul futuro. Restiamo all’ascolto di quanti vorranno contribuire a definire i nuovi orizzonti del CITS e dare un contributo pratico e volontario nel approntare tutte le attività e gli eventi che saranno programmati a partire dal prossimo anno 2020. Il contributo di idee ed il lavoro di ognuno nella visione e missione comuni e condivise è prezioso. Il vostro volontario contributo potrà rendere il CITS sempre più al passo con i tempi ed aiutarlo a dare risposte adeguate, rapide e moderne a tutti i gli Associati che consideriamo a pieno titolo parte attiva e viva dell’Associazione e non meri ricettori di servizi. Continueremo ad aiutare le case per ferie ad esprimere la loro missione, nella certezza che essa è al contempo una responsabilità ed un dono che viene da Dio. Ringrazio tutti per la gentile attenzione e mi auguro di poter contare sulla vostra presenza assidua, fattiva ed affettiva per rendere sempre più grande la nostra storica e benemerita Associazione.

Luca Baiosto
Vice Presidente Vicario
Centro Italiano Turismo Sociale

 

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Il saluto di Don Gionatan De Marco

UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE
DEL TEMPO LIBERO, TURISMO E SPORT

Roma, 26 ottobre 2019

Carissimi tutti,

sono molto lieto di rivolgermi a voi tutti anche solo per un breve messaggio di sincero augurio al CITS, nato nel lontano 9 ottobre 1974, per organizzare e tutelare le varie strutture ricettive che sarebbero state impegnate ad accogliere i pellegrini giunti a Roma per il Giubileo del 1975 e nello stesso tempo per garantire loro un'accoglienza decorosa, religiosa, e a favore delle persone meno facoltose.

Oggi l'Associazione a chiamata a porsi principalmente un obiettivo rivoluzionario.

II primo a quello di investire risorse umane ed economiche a favore di un turismo sociale, in modo particolare per proteggere le classi più disagiate, attivando sul territorio delle sperimentazioni di esperienza e di gestione aperte al cohousing. Aiutare le strutture a voi affiliate ad organizzarsi e ad operare al meglio nel pieno rispetto delle vigenti normative giuridiche ed obblighi fiscali, sperimentando nuove forme di accoglienza. Le case per ferie, grande ricchezza di tutto it territorio italiano, costituiscono un valore grandissimo per favorite it turismo conviviale, ma soprattutto si caratterizzano da un tipo di accoglienza intesa come una vera e propria missione pastorale, dove l'attenzione principale a rivolta alla persona, specie se in difficoltà, alle sue esigenze pratiche ma anche spirituali. Sempre di più le persone, le famiglie, i gruppi organizzati, scelgono questo tipo di strutture per trovare un luogo arida, un luogo dove poter riflettere, dove poter cercare un senso alla propria esistenza.

Questo a un grande compito che l'Associazione sta portando avanti dal 1974 con professionalità, competenza, dedizione. Continuate a farlo, sempre meglio, consapevoli che le Case per ferie costituiscono un patrimonio da custodire e valorizzare per il loro grande valore sociale e per il loro essere un vero e proprio luogo di evangelizzazione.

Don Gionatan De Marco

Direttore

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Intervento di Daniele Pasquini

Quali sinergie tra Turismo e Sport?

Daniele Pasquini, incaricato regionale per la Pastorale del Turismo, Tempo libero e Sport della Conferenza
Episcopale Laziale

 

Introduzione


Turismo e Sport hanno molto in comune, in primis perché riguardano la sfera del “Tempo libero”, sfera che nell’ultimo secolo ha sempre più acquisito importanza e “sostanza” nella vita di ciascuno di noi.
Sport e Turismo hanno tanti aspetti in comune: hanno avuto e continuano ad avere una crescita importante, sono fenomeni globali, si sono conquistati spazio e dignità nell’agenda politica ed economica, sono entrati a far parte dell’ordinario stile di vita delle persone. Sono ormai fenomeni trasversali ai ceti sociali, alle culture, a tutti i paesi del mondo.
Il loro cammini si incrociano continuamente e inesorabilmente. Ma aldilà di questi “incroci” più o meno naturali, Sport e Turismo possono fare un cammino condiviso?

 

Sinergie operative


Da un punto di vista concreto, pratico e operativo c’è la necessità di fare sempre più sinergia, su due direttrici:
1) Il turismo sportivo, cioè quello generato dalla mobilità di atleti e sportivi che viaggiano per
praticare attività sportive di carattere competitivo o per il benessere:
a. Maratone
b. Manifestazioni nazionali e tornei
c. Trasferte dei campionati
Molte volte gli organizzatori non prevedono l’incontro con la bellezza e la cultura del territorio. Rimangono ancorati alla proposta prettamente sportiva, senza cogliere il valore aggiunto di una proposta turistico – culturale
2) L’offerta sportiva nelle località di turismo, cioè affiancare alle visite culturali, storiche, religiose, … anche la possibilità di praticare escursioni (nordic walking, mountain bike, podismo, …) o di vivere momenti di relax con la possibilità di andare in piscina, provare sport “diversi” che nella vita quotidiana non si possono sperimentare (vela, canoa, tiro con l’arco,…)
Queste sono sinergie sono in forte crescita ed alcuni territori ne hanno compreso il potenziale economico. In alcuni casi l’offerta sportiva è diventata un valore aggiunto ad un territorio già affermato turisticamente (es. Le Alpi, località di mare). In altri casi è servito a provare a rilanciare la vocazione turistica di un territorio, convertendola in parte (es. Località termali). Alcuni territori sono ormai “famosi” nell’ambito sportivo più per essere luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, prima ancora di essere considerate località turistiche (es. Lignano).

 

Stessa sfida culturale


In realtà oggi sport e turismo hanno una missione “sociale” in comune che a mio avviso è ancora più importante: c’è una sfida che devono giocare insieme, provando ad allearsi e fare squadra dal punto di vista culturale e sotto il profilo di una visione comune: è la questione ecologica del tempo libero.
“Direi che quella dello sport [e del turismo] è una questione fondamentalmente ecologica. L’abitante di una città moderna sta oggi in una casa sua o in un luogo impervio, che costringe alla fatica quotidiana dell’adattamento? Forse lo sport [e il turismo] è una prova di aggiustamento spontaneo” (1).
Per questione ecologica pertanto non intendo soltanto la questione “ambientale” di cura del creato, del nostro pianeta (che ne è una componente fondamentale), ma intendo la questione ecologica a 360 gradi, intesa in modo molto più ampio e profondo, oserei dire “antropologico”, come ce la indica Papa Francesco nell’enciclica Laudato Sii: “La continua accelerazione dei cambiamenti dell’umanità e del pianeta si unisce oggi all’intensificazione dei ritmi di vita e di lavoro, in quella che in spagnolo alcuni chiamano “rapidación” (rapidizzazione). Benché il cambiamento faccia parte della dinamica dei sistemi complessi, la velocità che le azioni umane gli impongono oggi contrasta con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica […]. Il cambiamento è qualcosa di auspicabile, ma diventa preoccupante quando si muta in deterioramento del mondo e della qualità della vita di gran parte
dell’umanità” (2).
Oggi emerge sempre di più il disagio della civiltà metropolitana “a quella che W. Sombart ha chiamato la tassametrizzazione della vita, insomma a tutte quelle condizioni che, opprimendo, fanno desiderare la fuga all’aria aperta, la libertà dalla routine”3. Per questo risulta sempre più urgente la valorizzazione di contesti “puliti” dallo stress della ferialità, dalla logica strettamente funzionalista, materialista ed economica, con il recupero del senso della festa, del riposo, dello svago (nel senso del “vagare fuori dalle rotte ordinarie ed obbligate”), del divertimento (nel senso etimologico del divertere), del gioco. Lo sport e il turismo oggi hanno un valore di “compensazione” nella vita delle persone, sono tempi di ri-generazione della qualità della vita.
Lo sport e il turismo rappresentano, concretamente e simbolicamente, una possibile “dieta dell’anima” (4) dove poter “ri-trovare” (o forse per molti millennials addirittura “trovare”) spazi di serenità interiore.

 

Conclusione


Tuttavia, Sport e Turismo oggi sono oggetto di interessi economici enormi, che rischiano svuotare di senso queste esperienze di vita, sacrificandole sull’altare del profitto. Non possiamo commercializzare anche queste ultime isole di felicità, non possiamo permetterci di inaridire queste oasi metropolitane di ristoro dell’anima.

 



(1) Fabrizio Ravaglioli, “Filosofia dello sport”, pag 6
(2) Papa Francesco, “Laudato Sii”, n. 18
(3) Fabrizio Ravaglioli, “Filosofia dello sport”, pag 77
(4) S.Em. Gianfranco Ravasi, articolo “Una dieta dell’anima per trovare se stessi e Dio” su Famiglia Cristiana di agosto 2018

 

Scarica l'intervento del Dott. Daniele Pasquini in formato PDF 

45° Anniversario CITS

Lo scorso 26 Ottobre la Casa per Ferie San Juan de Avila, del Pontificio Collegio Spagnolo di Roma, ha ospitato l’evento organizzato in occasione del 45° anniversario della nostra Associazione.

Una fattiva partecipazione di volontari, l’affluenza degli ospiti ed il loro entusiasmo hanno contribuito a realizzare il successo dell'evento, che si è caratterizzato come una festa e ritrovo. È stato un giorno di straordinaria aggregazione e confronto tra soci, personalità, professionisti, con un appagante scambio di idee con le Congregazioni presenti.

La giornata è stata ricca di contenuti grazie agli interventi, introdotti dalla lettura, da parte del segretario Generale Roberto Loiacono, del saluto augurale di don Gionatan De Marco, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale del Turismo, Sport e tempo libero della Conferenza Episcopale Italiana, che ricopre anche la carica di Assistente nazionale del CITS.

La prolusione del Vice Presidente vicario Luca Baiosto ha posto l’accento sulle priorità future dell’Associazione, in particolare l’aiuto alla promozione ed alla sostenibilità delle strutture ricettive, la formazione, la digitalizzazione come aiuto al lavoro quotidiano, sottolineando anche il grande apporto alla vita associativa proveniente dal Comitato Religiosi, composto da gestori di case per ferie e guidato dalla Vice Presidente sr. Ruza Jukic SSFCR.

Don Erasmo Matarazzo, Assistente per la pastorale del Turismo, Tempo libero, Sport e Pellegrinaggi della Conferenza Episcopale laziale, ha indicato il quadro biblico e spirituale dell’ospitalità, partendo dalle figure evangeliche di Marta e Maria, e tracciando un interessante parallelo tra i gesti e momenti dell’ospitalità e quelli liturgici in cui ha sottolineato l’importanza della presenza contemporanea di preghiera ed azione.

Per il medesimo Ufficio regionale, il Delegato Daniele Pasquini ha da una parte sottolineato la stretta relazione tra turismo e sport nell’ambito del Tempo Libero e del relativo ambito pastorale, dall’altra ha fornito una prospettiva operativa per le sinergie tra sport e turismo, indicandone come ambito di applicazione i necessari tempi di ri-generazione della qualità della vita di cui la società avverte un crescente bisogno.

Per il Forum delle Associazioni Familiari, associazione a cui il CITS aderisce, è intervenuta la Consigliera Nazionale Pinella Crimì, che ha fornito uno sguardo sull’importanza del turismo “a misura di famiglia”: si tratta di un segmento con domanda in costante crescita, in cui è importante rispondere alle esigenze specifiche, e che può rappresentare uno dei terreni di elezione dell’accoglienza religiosa.

Gli interventi sono stati coordinati da Rosa Scannella del CITS e alternati con intermezzi musicali molto apprezzati dai presenti, con brani lirici eseguiti da Fausta Ciceroni (Soprano) e Alessio Magnaguagno (Basso).

La mattinata si è conclusa con la Santa Messa presieduta da S.Eccellenza mons. Paolo Selvadagi, Vescovo ausiliare del Settore Ovest della Diocesi di Roma. La celebrazione è stata animata da una nutrita rappresentanza del Coro della Diocesi di Roma.

Dopo il pranzo conviviale, offerto dallo sponsor LGA Service, azienda che collabora con servizi in outsourcing con diverse strutture di ospitalità, è intervenuta Carmen Bizzarri, professore dell’Università Europea di Roma, che ha fornito uno sguardo sulle necessità e le prospettive della formazione nel turismo ed in particolare nell’ospitalità, sottolineando la rilevanza del movimento turistico legato alle motivazioni religiose.

Si sono poi alternati operatori ed aziende che hanno presentato prodotti e servizi per l’ospitalità: tra tutti citiamo l’azienda Morganti, sponsor dei coffee break della giornata.

Questo giornata è stata una conferma della squadra operativa del CITS, volano indispensabile per la definizione dei progetti futuri al servizio delle strutture di accoglienza religiosa, l cui programma sarà disponibile a breve.

Una menzione particolare per valorizzare il lavoro di squadra dello staff dal gruppo organizzativo dell’Associazione, svolto in preparazione della giornata e nel suo svolgimento, In particolare si ringraziano:

 

  • Javier Malo Perez, economo della Casa San Juan de Avila per l’ospitalità dell’evento, ed Ettore Galassi per l’organizzazione e la logistica.
  • LGA Service per il pranzo
  • Caffè Morganti per il coffe break
  • Il fotografo Marcello Valentini per le immagini dell’evento.
  • Massimo Tamassia e Sabrina Risuleo del CITS per riprese video dell’evento, per la grafica e comunicazione e per l’assistenza tecnica.
  • I relatori don Erasmo Matarazzo, Daniele Pasquini, Pinella Crimì, Carmen Bizzarri
  • Rosa Scannella del CITS per la moderazione degli interventi
  • I musicisti Fausta Ciceroni e Alessio Magnaguagno
  • Eccellenza mons. Paolo Selvadagi, Vescovo ausiliare settore Ovest della Diocesi di Roma
  • Il coro della Diocesi di Roma per l’animazione liturgica
  • Il dott. Marco Agostini, capo staff dell’Assessorato allo Sviluppo economico, Turismo e lavoro, per aver presenziato ai lavori.
  • Marco Capasso e Cristina Costin (Stagista Unione Italiana Ciechi) per il lavoro di segreteria.
  • Tutti i volontari che hanno aiutato nell’organizzazione e nella realizzazione dell’evento.

Chi volesse ripercorrere i momenti più significativi dell'evento può visualizzarli nella nostra raccolta fotografica e video sul sito w ww.citsnet.it nella galleria alla sezione eventi.

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