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NewsLetter sull'imposta di soggiorno

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In evidenza NewsLetter sull'imposta di soggiorno

L’imposta di soggiorno, chiamata anche tassa di soggiorno, è un’imposta applicata su chi soggiorna in strutture ricettive alberghiere o extra-alberghiere di determinate città italiane.

 I costi della tassa di soggiorno variano da città a città a seconda dei regolamenti comunali. La tassa/imposta è stata introdotta con la legge dal federalismo fiscale municipale con il Decreto Legislativo n. 23 del 14 marzo 2011. Attraverso questo decreto è stato stabilito che i Comuni possono decidere una tassazione per i turisti che pernottano nel territorio cittadino.

La tassa di Soggiorno si paga in Italia in circa 997 Comuni, la tassa di soggiorno è l’imposta che stabilita direttamente dal Comune di riferimento, il quale ne decide l’importo e le modalità di applicazione.
Questa tassa, prevista per le città italiane e straniere di maggior interesse artistico-culturale, ha dei costi variabili in base alla municipalità o al Paese e viene riscossa da hotel, bed and breakfast,  Case per Ferie, ostelli e campeggi. La tassa viene aggiunta al costo della camera.
Il versamento  della Tassa di Soggiorno riscossa da parte delle strutture ricettive ed extra-ricettive al Comune,  avviene di solito ogni tre mesi, entro il 15 giorno successivo il trimestre di riferimento, ma ci sono anche Comuni che richiedono il versamento ogni mese sempre entro 15 giorni successivi, previa comunicazione delle presenze (On line) sul sito del Comune di appartenenza.
Di  solito sono esenti dal pagamento della tassa di soggiorno:

  • I bambini fino ai 10 anni, a volte 14 anni ma anche 18.
  • Chi pernotta presso gli ostelli della gioventù
  • I malati
  • I disabili
  • Gli accompagnatori di persone malate o disabili (di solito uno per paziente)
  • I genitori di malati minori di diciotto anni
  • Gli autisti e gli accompagnatori turistici (di solito uno ogni 20/25 partecipanti)
  • I residenti 
  • Le forze armate

Il decreto legislativo che ha introdotto l’imposta di soggiorno in Italia dice inoltre  anche chi deve pagare la tassa. L’imposta è - a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio -. L’imposta di soggiorno, quindi, è un’imposta fissa richiesta ai turisti, ovvero alle persone che alloggiano presso le strutture ricettive di quei comuni che adottano lo strumento fiscale. Le strutture ricettive, che siano alberghiere o extra-alberghiere, assumono il ruolo di agente contabile.

Le strutture ricettive hanno l’obbligo di riscuotere l’imposta di soggiorno secondo le modalità stabilite dal proprio comune.
Le esenzioni sono spesso subordinate alla presentazione al gestore della struttura di apposita certificazione attestante lo stato di residenza, di salute o di lavoro. In alcuni casi l’imposta di soggiorno è prevista solo in alcuni periodi dell’anno. In questo caso la tassa si applica nei periodi di alta e/o media stagione, ad esclusione della bassa stagione
 
I gestori delle strutture ricettive sono stati qualificati come “agenti contabili” in seguito alla delibera della Corte dei Conti n. 19/2013. Per questo motivo i gestori delle strutture ricettive devono trasmettere al Comune, entro il 30 gennaio di ogni anno, il conto della gestione relativo all’anno precedente, redatto su un apposito modello (modello 21) per il successivo inoltro alla Corte dei Conti.
In caso di mancato pagamento, comunque, il gestore ha l’obbligo di comunicare al comune le generalità del cliente, ma solo se espressamente richiesto nel regolamento comunale sulla tassa di soggiorno.
In generale il gestore ha l’obbligo di:

  • Verificare le generalità del cliente e se non abbia diritto all’esenzione
  • Calcolare l’importo effettivo dell’imposta di soggiorno per ogni cliente
  • Chiedere e ricevere il pagamento dell’imposta
  • Fare e rilasciare una copia della ricevuta di pagamento dell’imposta al cliente
  • Nel caso di rifiuto fare quanto specificato dal regolamento comunale sull’imposta di soggiorno
  • Fornire al comune le generalità di chi soggiorna, secondo le modalità specificate nel regolamento comunale
  • Versare al comune le somme riscosse nei modi specificati dal regolamento comunale
  • Conservare le ricevute dei pagamenti dell’imposta di soggiorno e la documentazione per esenzione per un periodo di 5 anni ed esibirle quando richieste dal comune.


Il CITS Centro Italiano Turismo Sociale rimane a vostra disposizione per eventuali chiarimento o informazioni.